La diagnostica cervico-vaginale raccoglie gli esami di prevenzione e diagnosi precoce delle patologie del collo dell'utero, della vagina e della vulva. È il percorso che consente di individuare le lesioni pre-tumorali molti anni prima che possano evolvere, con esami rapidi ed eseguibili ambulatorialmente.
In cosa consiste
Il percorso si basa su tre strumenti complementari. Lo screening citologico — Pap test tradizionale o ThinPrep in fase liquida — analizza le cellule prelevate dal collo dell'utero alla ricerca di alterazioni. Il test HPV-DNA individua la presenza del papillomavirus umano e, nelle versioni con tipizzazione, riconosce i genotipi a più alto rischio oncogeno.
La colposcopia è l'esame di secondo livello: con uno strumento ottico ingrandente e l'applicazione di soluzioni reattive si osservano direttamente il collo dell'utero e la vagina, individuando con precisione le aree alterate ed eventualmente eseguendo una biopsia mirata. La vulvoscopia applica lo stesso principio alla vulva, utile in caso di prurito persistente, lesioni cutanee o distrofie.
Quando è consigliata
La prevenzione del tumore della cervice uterina inizia dopo l'avvio dell'attività sessuale e prosegue con controlli periodici: in linea generale citologia ogni tre anni tra i 25 e i 30 anni, poi test HPV ogni cinque anni, salvo diverse indicazioni cliniche o precedenti alterati che richiedano intervalli più ravvicinati.
La colposcopia è indicata quando la citologia o il test HPV risultano positivi, in presenza di sanguinamenti dopo i rapporti, di lesioni visibili o nel follow-up dopo trattamenti del collo dell'utero. La vulvoscopia si esegue in caso di sintomi vulvari persistenti che non rispondono alle terapie locali.
Come si svolge
Il prelievo citologico e il test HPV avvengono durante la visita ginecologica: con l'ausilio dello speculum si raccolgono le cellule con uno spatolino e un piccolo scovolino. La procedura dura pochi secondi, non è dolorosa e può causare al massimo un fastidio momentaneo o una minima perdita ematica.
La colposcopia richiede una decina di minuti: il colposcopio resta all'esterno del corpo, non viene introdotto, e le soluzioni applicate possono dare una lieve sensazione di bruciore transitorio. Se viene eseguita una biopsia, il prelievo è di pochi millimetri e comporta al più un piccolo spotting nei giorni successivi. I risultati istologici vengono discussi in un colloquio dedicato, con l'indicazione del percorso più adeguato.
Preparazione
Gli esami vanno programmati lontano dal flusso mestruale, idealmente a metà ciclo. Nelle 48 ore precedenti è opportuno evitare rapporti sessuali, lavande vaginali, ovuli, creme e candelette, perché possono alterare il campione cellulare e rendere il risultato non valutabile.
È utile portare i referti degli esami precedenti (citologie, test HPV, esiti istologici) e segnalare eventuali terapie ormonali o antibiotiche in corso, la data dell'ultima mestruazione e un eventuale sospetto di gravidanza: la citologia e la colposcopia possono comunque essere eseguite in gravidanza quando indicato.