Ecografia morfologica in gravidanza: quando farla e cosa rivela
L'ecografia morfologica, il cui nome corretto è ecografia morfostrutturale, è l'esame più atteso della gravidanza. È il momento in cui l'anatomia del bambino viene studiata organo per organo, e insieme quello in cui molte coppie ricevono la prima immagine riconoscibile del figlio che nascerà.
Proprio perché è così carico di attese, vale la pena chiarire che cosa questo esame è in grado di dire e che cosa, per limiti intrinseci alla tecnica, non può garantire.
Quando si esegue
La finestra ideale è compresa tra la 19ª e la 21ª settimana di gestazione, con un intervallo accettabile che va dalla 18ª alla 23ª. Prima della 18ª settimana molte strutture sono ancora troppo piccole per essere valutate con affidabilità; oltre la 23ª la progressiva calcificazione delle ossa fetali e la posizione del bambino riducono le finestre acustiche disponibili.
L'esame si colloca in un percorso più ampio. Lo precede lo screening del primo trimestre, tra la 11ª e la 13ª settimana, con la misurazione della translucenza nucale e la valutazione del rischio; lo seguono i controlli del terzo trimestre, dedicati alla crescita, alla posizione, alla quantità di liquido amniotico e alla flussimetria Doppler dei vasi materni e fetali. Ciascuna tappa risponde a domande diverse e nessuna sostituisce le altre.
Che cosa si studia
La valutazione segue una sequenza sistematica. Del cranio si osservano il profilo, la volta ossea, i ventricoli cerebrali, il cervelletto e la fossa posteriore; del volto le orbite, il profilo naso-labiale e, quando la posizione lo consente, la continuità del labbro superiore. Il torace comprende lo studio dei polmoni e del diaframma, con l'esame del cuore: situs, quattro camere, connessioni dei grossi vasi, ritmo. Nelle situazioni che lo richiedono si aggiunge lo screening ecocardiografico fetale dedicato.
L'addome viene valutato per stomaco, reni, vescica, inserzione del cordone e parete addominale; la colonna vertebrale è studiata sui piani longitudinale e trasverso; degli arti si verificano presenza, simmetria e morfologia delle ossa lunghe, con mani e piedi. Si completa con la biometria fetale (diametro biparietale, circonferenza cranica e addominale, lunghezza del femore), la stima del peso, la quantità di liquido amniotico e la valutazione di placenta, sede di inserzione e cordone ombelicale.
Nel corso dello stesso esame si misura, quando indicato, la lunghezza del collo dell'utero, dato utile per stimare il rischio di parto pretermine, e si può integrare la flussimetria delle arterie uterine come indicatore di funzione placentare.
Che cosa l'esame non può escludere
L'ecografia morfologica è un esame di screening con elevata sensibilità per molte malformazioni maggiori, ma non è un certificato di normalità. La capacità di individuare un'anomalia varia in base all'organo interessato, alla posizione del feto, alla quantità di liquido amniotico, allo spessore della parete addominale materna e all'epoca gestazionale. Alcune condizioni, inoltre, si manifestano solo più avanti nella gravidanza o dopo la nascita.
L'esame non studia il patrimonio genetico: non individua le anomalie cromosomiche, per le quali esistono lo screening del primo trimestre, il test del DNA fetale su sangue materno (NIPT) e, per una risposta diagnostica, la villocentesi e l'amniocentesi. Non predice inoltre il funzionamento neurologico futuro del bambino. Quando emerge un riscontro dubbio, il percorso prevede un controllo ravvicinato, l'approfondimento con ecografia di II livello e, se necessario, la consulenza genetica o multidisciplinare.
Come prepararsi e quanto dura
Non serve digiuno né vescica piena. È consigliabile un abbigliamento comodo, che consenta di scoprire facilmente l'addome, e portare con sé la documentazione della gravidanza: referti ecografici precedenti, esiti dello screening del primo trimestre, esami del sangue e, se già eseguito, il risultato del NIPT.
L'esame dura in media dai venti ai quaranta minuti e può richiedere pause se la posizione del bambino non consente di completare tutte le misurazioni: è una circostanza frequente e non un segnale di allarme. Al termine viene consegnato un referto scritto con le misure, le strutture esaminate, le conclusioni e l'indicazione dei controlli successivi. Le immagini vengono commentate insieme alla coppia durante l'esecuzione, perché comprendere ciò che si vede fa parte del valore dell'esame.
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Lo Studio Ginecologico Pacilio esegue l'ecografia morfostrutturale, lo screening del primo trimestre, l'ecocardiografia fetale, la flussimetria Doppler e l'ecografia 3D/4D a Grumo Nevano (Napoli). Prenota la tua visita in Corso Domenico Cirillo 25: si riceve solo su appuntamento.
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